Ricerche e studi in archeologia, valore aggiunto al patrimonio culturale albanese

Gli scavi archeologici sono un altro valore aggiunto al patrimonio culturale che dimostrano un lato sconosciuto della storia e suscitano la curiosità dei visitatori albanesi e stranieri, i quali vogliono sapere di più sulla storia e sulla cultura del nostro Paese.

Il Consigio nazionale d’Archeologia ha approvato una serie di progetti scientifici che mirano l’allargamento della mappa degli scavi archeologici, tramite cui si possano avere nuove informazioni sulle città antiche e sui siti archeologici in Albania rendendoli accessibili per il pubblico.

“Questi progetti di ricerca nel campo dell’archeologia sono di interesse non solo per gli adetti dell’Istituto di Studi Archeologici, ma anche per lo sviluppo del turismo culturale”- ha sottolineato la Ministra della Cultura, Mirela Kumbaro.

I progetti di ricerca scientifica vedono l’allargamento degli scavi archeologici nella città antica medioevale di Kanina, la continuazione dei lavori di scavi ad Antigonea, le ricerche nell’isola di Maligrad, a Prespa, i lavori alla tomba monumentale nella città antica di Klos, gli scavi archeologici nel castrum di Paleokastra ad Argirocastro, gli scavi a Finiq e a Butrinto, gli scavi intorno alla chiesa paleocristiana a Hot (Malesia e Madhe), gli scavi vicino alla fortezza di Scutari, ecc.

Di questa lunga lista ne sono parte le spedizioni in altre regioni a nord dell’Albania, come quella di Kukes che mira a valorizzare e rendere accessibile per i turisti la fortezza di Peca.

Questi progetti e spedizioni, oltre gli scopi scientifici, di sudio e di ricerca, mirano la trasformazione in destinazioni e mete di turismo di alcuni dei monumenti, dei castelli e dei siti archeologici trovatisi in Albania.

 

 

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