Il teatro come la Fenice, può risorgere dalle sue ceneri?

Il nuovo Teatro Nazionale a Tirana è diventato un problema Shakespeariano; “da abbattere o non da abbattere, è questo il problema…”.
L’attuale Governo vuole costruire un nuovo Teatro Nazionale, secondo le esigenze e le richieste moderne del tempo, tra le macerie di quello esistente; l’opposizione contraddice, motivandolo con la conservazione della storia.
Anche gli attori sono divisi tra loro se conservare quello attuale o abbatterlo per costruire uno moderno.
Nel dialogo tra il sindaco di Tirana, Veliaj, la Ministra della Cultura, Kumbaro e gli artisti e i gruppi interessati è stato posto l’accento nel fatto che nel perimetro del Teatro Nazionale non verrá costruito nient’altro. La sede di 9.300 metri quadri e il perimetro resteranno esclusiva proprietà del teatro. Quello che è da sottolineare è il fatto che la costruzione andrá a una compagnia privata in modo da coprire le spese che dovrebbe fare il Governo. Invece quello che chiedono gli attori e la parte della societá civile che li sostiene, è che venga ristrutturato l’attuale edificio del periodo del fascismo dell’arch.Gherardo Bosio.

In questo lungo calvario di dibattiti gli attori sostenuti anche dalla societá civile hanno protestato davanti alla sede del Parlamento contro l’approvazione della legge che può sancire la demolizione dell’edificio del Teatro Nazionale.
Durante la sua parola al leggio del Parlamento, la Ministra della Cultura Kumbaro ha sottolineato con forza la necessitá della demolizione di quell’edificio, riportando la voglia del governo di concedere alla capitale un teatro moderno e dignitoso, secondo gli standard del tempo.

 

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