Bilal Xhaferri, lo scrittore che sfidò la censura della dittatura comunista

“Spesso restava sveglio per l’intera notte leggendo e scrivendo, con la luce pallida della lampada a cherosene.”

Lo scrittore Bilal Xhaferri nacque il 2 novembre del 1935 a Ninat, un villaggio a Konispol, nella zona di Ciamuria (Çamëria). Da piccolo rimase orfano dove nell’arco di 10 anni  morì sua madre (1943) mentre suo padre, nazionalista anticomunista, venì fuccilato nel 1945. All’età di 13 anni lasciò la città natale per stabilirsi a Saranda dove tra gli anni 1948-1952 lavorò come bracciante, postino ecc. nonostante la sua giovane età. Seguì la scuola settenale serale al villaggio di Sukth, Durazzo negli anni 1945-1955.

Alto circa 168 cm, magro nel viso e corpo. Capelli ondulati e occhi azzurri. Uomo di poche parole, discreto e serio”. È  questa la descrizione fatta da un suo caro amico, Genc Sejko nell’intervista di Ndue Gjika.

A 27 anni, nel  1962-’63 pubblicò le prime poesie ed i primi racconti in vari giornali come “Zëri i rinisë” (La voce della gioventù), “Drita” (La luce) e nelle riviste del periodo “Nëntori” (Novembre), “Ylli” (La stella),ecc.

Il primo volume di racconti, “Njerëz të rinj, tokë e lashtë” (Gente nuova, terre antiche) che riscosse un’enorme successo, Bilal Xhaferri lo pubblicò nel 1966. Nel 1967 seguì una raccolta di poesie dal titolo “Lirishta e kuqe” (Prati rossi) che fu subito censurato dal regime comunista. Nello stesso anno scrisse il romanzo “Krastakraus”, dedicato alle battaglie combattute contro l’occupazione ottomana, anche esso censurato e pubblicato postumo nel 1993.

Nel 1968 passa dai racconti e dalle poesie per scrivere lo scenario del film artistico “Era shtyn Mjegullat” (Il vento disperde la nebbia). Il 1968 fu un anno terribile perchè la censura comunista li tolse il dirito di pubblicazione, vietando anche le opere ormai pubblicate. Dopo la sua espulsione dalla “Lidhja e Shkrimtarëve” (Lega degli scrittori) fu deportato a Hamallë, Durazzo, per aver criticato il romanzo “Dasma” (Il banchetto nuziale) di Ismail Kadare.

Il 30 agosto del 1969, esilia in segreto verso Grecia per passare poi in America nel 1970, dopo aver saputo sulla pratica di arresto che era stata preparata per lui dai servizi segreti. Giunto nella terra promessa si stabilì a Boston.

Dal 1970 al 1972 scrisse per il giornale “Dielli” (Il sole) a Boston. Nel 1972 pubblica il romanzo “Ra Berati” (Berat è caduto) a Pristina alla casa editrice “Rilindja”.

Due anni dopo, in ottobre del 1974, a Chicago fondò la rivista “Krahu i shqiponjes” (L’ala dell’aquila), una rivista bilingue, in albanese e inglese che fu pubblicata dalla Lega Came. Dal 1974 – 1986 redige e dirige questa rivista, dove pubblica anche molti articoli generalisti uniti a poesi, racconti, numeri comici, disegni, vignette, foto artistiche, ecc. Principalmente si trattavano temi e problematiche legate alla Ciamuria, alla ditattura in Albania, e dopo il 1981 più intensamente tematiche riguardanti il Kosovo. In questa rivista Bilal lasciava spazio anche alle produzioni letterarie e traduzioni di altri autori, albanesi e stranieri. Riuscì a pubblicare 39 numeri di questa rivista fino alla sua morte.

Nel 1978 venne ferito da persone sconosciute. Nel 1981 la sede della rivista “Krahu i shqiponjes” (L’ala dell’aquila) viene incendiata, con essa anche i manoscritti delle opere letterarie, studi, ricerche scientifiche, traduzioni, appunti di politica, lettere, dipinti, fotografie, ecc.

Si ammala di tumore nel 1986, e da li a poco passa a miglior vita nell’ospedale di Chicago dov’era stato operato.

Il Presidente della Repubblica d’Albania li conferisce il 3 maggio del 1995 l’onorificenza “martir i demokracise” (martire della democrazia) con la motivazione: “Per la dedizione come pubblicista e politico dissidente, alla lotta contro il comunismo e la dittatura, per la sua aspirazione profondamente nazionale e democratica”.

Il 6 maggio 1995, lo scrittore Shefki Hysa, Direttore dell’Associazione Culturale “Bilal Xhaferri”, in collaborazione con il Governo albanese ha iniziato e organizzato il ceremoniale per il rimpatrio delle spoglie del poeta, che ora riposano nel paese natio, Saranda.

Share this...
Share on Facebook
Facebook
Tweet about this on Twitter
Twitter