Bregu, “Alla regione dei Balcani serve l’adesione all’Unione europea”

I leader dell’UE si sono riuniti a Ginevra dove il Consiglio Regionale di Cooperazione (RCC) insieme al Foro Economico Mondiale hanno siglato un memorandum d’intesa, con lo scopo di aumentare la concorrenza e l’innovazione nella regione.  

Tale cerimonia era solo una parte del programma in questo incontro dei leader dei Balcani Occidentali, i quali si sono concentrati nel futuro della regione, parlando su come incentivare la collaborazione e la riconciliazione tra i paesi dell’area che non vanno d’accordo.

“Le questioni bilaterali trovano difficoltà nella collaborazione regionale, dove oltre a questo dobbiamo fare i conti anche con la mancata adesione all’UE. L’integrazione regionale non può andare avanti senza l’integrazione europea. Questo significa che le sfide davanti a noi saranno grandi; rafforzare la collaborazione regionale e realizzare le aspettative verso il Processo di Berlino, legate all’integrazione regionale dell’UE. Mentre la Banca Mondiale attende delle certezze sull’allargamento dell’UE, noi vediamo come necessità l’aumento della collaborazione tra i paesi dei Balcani Occidentali. Tutti noi dobbiamo capire bene cosa succede con i processi di cooperazione nella regione, perche la confusione su questo argomento può causare un impatto negativo nei rapporti dell’area” – ha dichiarato Majlinda Bregu, Segretaria Generale del Consiglio di Coperazione Regionale (RCC) dopo la stipula del memorandum con Borge Brende, Presidente del Foro Economico Mondiale (WEF). 

In questo incontro hanno partecipato Josep Borrell, vice presidente ad interim della Commissione Europea, Matthew Palmer, speciale rappresentante per i Balcani Occidentali, Mirosllav Lajçak, Ministro degli Esteri e delle Questioni Europee nonche’ membro dell’alto livello della comunità internazionale.

Tra i presenti c’erano il Presidente del Consiglio di Albania Edi Rama, il Capo del Consiglio dei Ministri di Bosnie Erzegovina Denis Zvizdiç, il vice premier di Montenegro Zoran Pazhin, il premier della Macedonia del Nord Zoran Zaev, quello della Serbia  Aleksandar Vuçiç, il Presidente serbo, Boyko Borissov, il Premier Bulgaro Andrej Plenkoviç, quello della Croazia Marjan Sharec, e quello sloveno Marjan Šarec.

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