Risvegliare principi di Atto finale di Helsinki

Commemorando il 45° anniversario dell’Atto finale di Helsinki, il presidente di turno dell’Osce, il premier albanese, Edi Rama ha fatto appello per rendere più vivaci i principi e gli impegni di questo atto, in questi difficili tempi in cui versa il mondo.  ”L’ulteriore consolidamento dell’Osce, il suo impegno per la sicurezza sono  strettamente legati con il pieno rispetto e l’attuazione dei principi sanciti all’Atto finale di Helsinki” – afferma il presidente di turno dell’Osce, Rama.

Ricordando con rispetto questo atto, lui sottolinea che “esso è stato lo strumento nel progresso della sicurezza umana per più di quattro decenni nella zona di Osce”.

Rama aggiunge che “il processo di Helsinki ha dato un importante contributo nella distensione e nella creazione delle condizioni che hanno portato la fine della guerra fredda, facilitando il passaggio dal confronto nella collaborazione e ha aperto la strada per la creazione dell’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa, prevista nella carta di Parigi e fondata nel 1995”.

Nella concezione dei firmatari dell’Atto finale di Helsinki la sicurezza e la cooperazione in Europa deve essere guidata da dieci principi fondamentali definiti il Decalogo di Helsinki: eguaglianza sovrana, non ricorso alla minaccia o all’uso della forza, inviolabilità delle frontiere, integrità territoriale degli Stati, risoluzione pacifica delle controversie, non intervento negli affari interni, rispetto dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, inclusa la libertà di pensiero, coscienza, religione o credo, eguaglianza dei diritti e autodeterminazione dei popoli, cooperazione fra gli Stati, esecuzione in buona fede degli obblighi di diritto internazionale.

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