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Gëzim Myshketa, il baritono che ha reso fieri gli albanesi in tutto il mondo

  • 9/8/2021 10:08 AM
Gëzim Myshketa, il baritono che ha reso fieri gli albanesi in tutto il mondo

Gëzim Myshketa nasce a Durazzo, e da piccoli (aveva soli 11 anni) viene individualizzato il suo talento canoro, partecipando in vari eventi per bambini in Albania, organizzati dalla RTSH.

Giunge in Italia per conseguire gli studi presso l’Istituto “Arrigo Boito” di Parma, città di Giuseppe Verdi e culla della musica lirica. Si diploma con il massimo dei voti e da qui la sua carriera prosegue sempre in ascesa con varie partecipazioni importanti da parte sua in vari Teatri dell’Opera italiani.

Gezim raccontando della sua famiglia afferma che in casa sua ognuno a suo modo è artista…
La genesi della famiglia da parte della madre ha radici nobili a Frashër, giacché sua trisnonna, era una della rare donne albanesi ad aver conseguito gli studi presso il Liceo Zosimea di Giannina, Grecia, e che apparteneva alla famosa famiglia Frashëri dei grandi letterati del Sud Albania.

La musica invece, fa parte integrale della vecchia e conosciuta Famiglia Myshketa di Durazzo, ci sono pianisti, cantanti, insegnanti, clarinettisti ecc… La lista è troppo lunga e non si possono nominare tutti, ma sopratutto c’è suo padre Refik Myshketa, batterista jazzista degli anni 60/70 nella città di Durazzo. Gezim racconta che da piccolo, piaceva semplicemente cantare e lo facevo ovunque: a casa, nel bagno, per strada, a scuola … …

C’era chi apprezzava e chi ne era stufo, specialmente i vicini, ma il canto alla fine, è una chiamata alla quale ahimè, a volte rispondono spesso le persone sbagliate. In Italia intanto, lui è stato accolto da quel calore mediterraneo e da quella umanità, che pochi come gli italiani possiedono. È un paese dove il lato umano e quello della qualità della vita prevalgono su tutto.

La sua voce e’ stata una vera scoperta del grande Maestro Giuliano Ciannella. A lui Gezim deve tutto, e gli sara riconoscente per il resto della sua vita. “Lo penso spesso e sogno un giorno di fondare un concorso lirico in ricordo e onore della sua grande personalità artistica”, dice Gezim.

Ha partecipato al concerto organizzato al Vaticano in onore della Canonizzazione di Madre Teresa e racconta le sue impressioni. 
“Ricordi indelebili. Un modesto tributo ad una figura, al cospetto della quale, tutti ci sentiamo piccoli e inermi”. Lo avrebbe fatto con tutto il cuore anche se Santa Teresa di Calcutta non fosse stata sua connazionale, però il fatto che la donna forse più importante del mondo abbia avuto sangue albanese, lo riempie di immenso orgoglio.

Anche se lontano, come molte persone della diaspora albanese, Gezim si sente sempre nella sua terra natia. Anche se il tempo a disposizione è poco, per partecipare in ogni evento che a lui piacerebbe, la collaborazione e il contributo personale per l’Arte in Albania rimane un impegno irrinunciabile e inesorabile oggi e per sempre. Lui racconta che porta con orgoglio il suo umile, ma caro Passaporto Albanese soltanto.

“L’arte va sostenuta sempre e ad ogni costo. Se si vuole vedere il livello di civilizzazione di un paese, bisogna visitare i suoi teatri”, dice Gezim aggiungendo che “Tutto sommato con le immense difficoltà che ha l’albania, il suo popolo ama l’arte e la cultura”. 

Il messaggio di Gezim Myshketa è:

“Anche se nuovi di zecca, i teatri hanno sempre bisogno della loro anima. E, l’anima delle nostre istituzioni di cultura, sono le persone che vi lavorano e i nostri ottimi artisti, e sopratutto i giovani talenti che vanno accompagnati con cura verso un futuro sicuro.

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